Un legume antico che viene da lontano

Già diversi millenni fa le cicerchie si coltivavano nei paesi del Medio Oriente, in Asia e in Africa, aree soggette a siccità e carestie dove è stata per alcuni periodi anche l’unica fonte di sostentamento. Questa pianta leguminosa non ha bisogno infatti di molte cure, si presta alla coltura in terreni aridi e allo stesso tempo resiste anche a temperature molto basse.

Sappiamo che anche i Greci e i Romani conoscevano le cicerchie e ne facevano buon uso in cucina.

Tuttavia, nei secoli, la sua coltivazione è caduta in declino perdendosi quasi del tutto con la fine dell’Ottocento, quando si scoprì che mangiare esclusivamente cicerchie per periodi molto prolungati poteva produrre il latirismo, un disturbo neurologico che se non curato poteva portare addirittura alla paralisi spastica degli arti inferiori.

Solo in questi ultimi decenni la cicerchia è stata riscoperta e, grazie alle sue caratteristiche nutrizionali (ricchissima di proteine e con scarso contenuto di grassi) e al suo sapore delicato, sta facendo nuovamente la comparsa sulle nostra tavole. In Italia si coltiva nelle regioni centrali del Lazio, Umbria, Marche e Molise e, sebbene sia un prodotto ancora poco diffuso, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali lo ha riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale italiano.

Cicerchie

Cicerchie: proprietà nutrizionali

La cicerchia è un legume ricchissimo di proteine, di vitamine del gruppo B, ma anche di calcio, fosforo e fibre alimentari. Risulta quindi molto energetico e adatto a stimolare la memoria e a rendere migliore il tono muscolare in generale. È infatti un alimento consigliato per i disturbi della memoria e nei casi di affaticamento del cervello (a studenti e anziani in particolare), ma anche nei casi di astenia e debolezza fisica generale.

Come tutti i legumi ricchi di proteine, le cicerchie sono inoltre buoni alleati del cuore, dei muscoli e delle ossa. Proprio grazie alle sue preziosissime proprietà, ha buoni motivi di entrare nelle nostre abitudini alimentari, sempre che si inserisca in una dieta equilibrata.

La cicerchia in cucina

Con il suo sapore delicato a metà tra le fave e i ceci la cicerchia è un legume piuttosto versatile in cucina. Si presta a preparazioni di zuppe e minestre, oppure cucinata in purea o vellutate, ma anche semplicemente lessata e servita tiepida come contorno condito con olio, sale e pepe. Le cicerchie si trovano in tutte le stagioni, perché si vendono soltanto secche.

 Zuppa cicerchie

Alcuni consigli:

  • Conservare le cicerchie in luogo fresco e asciutto. Si mantengono anche fino a due anni.
  • Per l’ammollo usare acqua tiepida e salata e lasciarle dalle 12 alle 24 ore, cambiando possibilmente l’acqua 1–2 volte.
  • Non usare l’acqua dell’ammollo per la cottura.
  • Cuocere le cicerchie a bollore per circa 2 ore.

BUONO A SAPERSI

Per una zuppa contadina semplice da preparare ma gustosa nelle sere d’inverno: cuocere le cicerchie in acqua fredda salata con l’aggiunta di qualche foglia di salvia e di alloro. Servire la zuppa calda e condire nel piatto con un filo di olio extravergine di oliva a crudo e una macinata di pepe.