Non c’è Sardegna senza porceddu, seadas, culurgiones, panada, pane carasau e tante varietà di miele e di formaggi, tra i quali spicca impareggiabile il pecorino. Combinazioni semplici e gusti decisi caratterizzano i piatti sardi, tipici di una terra di pastori tradizionalmente ancorata alla terra. E a fine pasto? Il protagonista indiscusso è il mirto, un liquore dal colore rosso scurissimo, profumato e dolce, e dalle origini antiche e popolari.

Ottenuto dalle bacche di mirto, un cespuglio che nasce spontaneo in molte aree della macchia mediterranea e in Sardegna si trova ovunque. Chi conosce l’Isola infatti, conosce anche il suo inconfondibile profumo di mirto.

Questo liquore ha forti proprietà digestive, ecco perché si serve dopo mangiato. Si versa freddo, anzi freddissimo di frigorifero, in bicchierini. Attenzione però, perché il freddo inganna e fa sentire meno il tasso alcolico che invece è alto: tra i 28 e i 30 gradi!

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Un po’ di storia

Purtroppo non ci sono fonti che documentano l’inizio della produzione del liquore di mirto. Dalla letteratura sappiamo invece che era una pianta conosciutissima già in antichità. Nella mitologia greca era per esempio legata alle divinità femminili, in particolare ad Afrodite, dea dell’amore della bellezza e della fertilità.

La ricetta del liquore probabilmente si è tramandata per secoli, ma solo oralmente; mentre le sue origini certe, da fonti scritte, risalgono soltanto all’Ottocento. Una volta si produceva in casa, trasmettendo di generazione in generazione la “ricetta di famiglia”. Una diversa dall’altra come sempre accade nelle tradizioni popolari.

La produzione di mirto per uso commerciale risale invece soltanto agli anni Settanta del secolo scorso. E dal 1998 il mirto diventa Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) denominato ufficialmente mirto di Sardegna.

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Come si fa il mirto

1. Innanzitutto la raccolta. Novembre e dicembre sono i mesi per raccogliere le bacche di mirto, quando sono completamente mature. Si prendono a mano o con appositi pettini che staccano facilmente i frutti dalla pianta. Quindi si puliscono i frutti eliminando le foglioline rimaste e lavando le bacche.

2. Poi la macerazione. Le bacche pulite si mettono a macerare in alcol etilico a 95° per 60 giorni. Devono essere completamente sommerse e le bacche non devono mai risultare scoperte (quindi è meglio controllare di tanto in tanto e, in caso, aggiungere altro alcol) .

3. Si passa quindi alla spremitura. Trascorsi 60 giorni, le bacche devono essere tolte dall’alcol e spremute per ottenere il loro succo denso e aromatico (raccogliere il succo in una pentola). Tenere da parte l’alcol della macerazione.

4. Si procede con la preparazione dello sciroppo: in una pentola si fanno bollire acqua e zucchero per mezz’ora.

5. Infine si uniscono il succo delle bacche, lo sciroppo e l’alcol insieme. Si mescola bene per amalgamare gli ingredienti e il mirto è fatto!

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Le quantità? Sono un’opinione!

Queste possono essere delle quantità indicative:

  • 600 g di bacche di mirto, 1 l di alcol, 1 l di acqua, 600 g di zucchero

Oppure

  • 1 kg di bacche di mirto, 1 l di alcol, 1 l di acqua, 750 g di zucchero

Sì, perché ogni sardo vi darà le sue dosi, e le riterrà sicuramente le migliori! Infatti, come abbiamo detto in precedenza, la preparazione del mirto è una di quelle antiche usanze famigliari della tradizione sarda.